L’ISOLA D’ISCHIA E LE SUE FONTI
Tra le varie località termali presenti sul territorio nazionale, ce n’è una che spicca per assortimento e validità dei trattamenti termali e cosmetici offerti: l’isola d’Ischia, un’isola di origine vulcanica situata nel golfo di Napoli. Potendo godere di una collocazione geografica molto vantaggiosa che le assicura condizioni ambientali e climatiche ottimali, con le sue numerose sorgenti termo-minerali dalle comprovate virtù terapeutiche, rappresenta un esempio di stazione climatica e termale che non trova eguali nell’intera area mediterranea. D’altronde, come confermano anche i numerosi reperti archeologici rinvenuti sul territorio, le acque termali dell’isola d’Ischia erano ben note e sfruttate già dai primi coloni Greci nell’VIII secolo a.C., seguiti dai Romani, cui si deve l’introduzione della pratica curativa con i fanghi (“Aquae arenariae”).
Ischia, con un’estensione territoriale limitata (appena 42 km2) è particolarmente ricca di fonti termo-minerali. Sono stati individuati ben 29 bacini e oltre 100 emergenze sorgive, con caratteristiche individuali ben precise e con differenze, a volte anche sostanziali, per composizione chimico-fisica, temperatura e radioattività, benché situate a breve distanza l’una dall’altra, a causa essenzialmente della loro provenienza e della composizione dei terreni nei quali stazionano. Da un punto di vista strettamente chimico, le sorgenti dell’isola d’Ischia possono essere distribuite nei due grandi gruppi delle acque minerali – Salse e Bicarbonate – con numerosi passaggi intermedi tra l’uno e l’altro gruppo; in base alla temperatura, invece, rientrano nei gruppi delle acque termali (con valori compresi tra i 30 e i 40°C) e delle acque ipertermali (con temperatura oltre i 40°C) [8]. Negli ultimi decenni, disponendo di tecniche di ricerca più raffinate, il patrimonio termale isolano si è notevolmente arricchito, soprattutto in seguito al ricorso massivo alla trivellazione di pozzi sia per individuare nuove fonti, sia per aumentare la portata e l’utilizzo di quelle già esistenti. Tuttavia, le sorgenti più famose che hanno contribuito a scrivere la storia secolare del termalismo ischitano e ancor oggi rivestono un ruolo di primaria importanza, sia ai fini terapeutici che cosmetici, sono:
 la sorgente Fornello e la sorgente Fontana presso il comune di Ischia, le cui acque salso-solfato-alcaline alimentano numerose strutture, incluso le Terme comunali e vengono utilizzate per maturare i fanghi, per bagni, inalazioni, irrigazioni vaginali, docce, massaggi subacquei e in cosmesi .
 La sorgente del Gurgitello presso il comune di Casamicciola Terme che, per l’estensione del proprio bacino e per la qualità delle acque, rappresenta sicuramente la risorsa idrominerale più importante dell’isola, responsabile anche della notorietà del termalismo isolano a livello nazionale e internazionale (Immagine 1). Presenta diversi punti di emersione con deboli differenze di composizione e di temperatura tra le fonti, rientrando tutte nel gruppo delle acque salso-bicarbonato-alcaline ipertermali, normalmente impiegate per maturare i fanghi, per bagni, docce, idromassaggi, inalazioni, aerosol, irrigazioni, insufflazioni e per il trattamento di molte affezioni, incluso alcune dermatosi . Molto sfruttate anche in cosmesi, oggi queste acque sono utilizzate per creare intere linee cosmetiche.

 

 Le sorgenti Cotto-Cava e Sinigallia-dell’Occhio a poca distanza da quella del Gurgitello presentano la stessa origine ma una minore mineralizzazione e una termalità di qualche grado inferiore .
 La sorgente della Rita, anch’essa nel comune di Casamicciola Terme, si trova a circa 50 metri sul livello del mare. Le sue acque emergono naturalmente per pressione positiva, come acque salso-bicarbonato-alcaline ipertermali a composizione stabile e sono utilizzate soprattutto per maturare i fanghi, tra i più famosi, oltre che per i trattamenti già citati precedentemente . Sembrerebbero, inoltre, essere particolarmente indicate per alcune affezioni dermatologiche e nei trattamenti cosmetici rivitalizzanti, anti-aging e cicatrizzanti.

 

 Quattro gruppi di sorgenti nel comune di Lacco Ameno: del primo gruppo fanno parte la fonte della Regina Isabella, la fonte Greca e la fonte Romana, oggetto di studio nel 1917 da parte del premio Nobel M.Curie che aveva scoperto la radioattività naturale e appartenenti al gruppo delle acque salso-solfato-alcaline-calcio magnesiache, ipertermali, radioattive; a seguire, le Sorgenti di Santa Restituta, come le altre ma maggiormente mineralizzate; la sorgente del Capitello, fonte di acqua cloruro-sodica, ipertermale radioattiva e infine le sorgenti di San Montano, le cui acque cloruro-sodiche fortemente mineralizzate alimentano le piscine del bellissimo parco termale “Negombo”, dove è possibile conciliare la bontà terapeutica di queste fonti con l’espletamento di specifici trattamenti talassoterapici, fisioterapici e cosmetici, in un contesto ambientale e climatico particolarmente pregevole .

terme negombo
 La sorgente Paolone e le sorgenti di Citara e di Sorgeto nel comune di Forio, ciascuna con caratteristiche proprie distintive: la prima appartenente al gruppo delle acque salso-solfato-alcaline e le seconde caratterizzate da acque ipertermali, cloruro-sodiche, data la prossimità al mare che ne alimenta le fonti .

terme poseidon
 La sorgente di Cava Scura, dalle acque salso-solfato-alcaline ipertermali, sgorga dal fondo della cava omonima nel comune di Serrara-Fontana a pochi passi dal mare. Si tratta di una sorgente con una lunga storia che affonda le radici nell’era classica e che oggi è ancora preferita per effettuare cure termali di provato valore terapeutico in un ambiente che richiama molto più la natura che la tecnologia (Immagine 3). Molto rinomata è anche la linea cosmetica “Creme Cavascura” a base di acqua termale ottenuta direttamente da questa fonte.

terme di cava scura

 La sorgente dell’Olmitello, nel comune di Barano, è ubicata nelle vicinanze del mare, senza tuttavia subirne alcuna influenza; le sue caratteristiche sono legate solo alle peculiarità del sottosuolo e questo garantisce la stabilità nel tempo delle sue componenti chimico-fisiche. Si tratta di una sorgente di acqua ipotermale, bicarbonato-solfato-alcalina che, se somministrata per via idropinica, è in grado di esplicare azioni complesse non solo di carattere locale sulle mucose con le quali viene a contatto ma anche di carattere generale sul ricambio intermedio [8].
 La sorgente di Nitrodi, nel comune di Barano, era ben nota ai Romani che vollero consacrarla alle ninfe Nitrodi, da cui il nome. Si tratta di un’acqua ipotermale (con temperatura tra i 20 e i 30°C), medio minerale (residuo fisso compreso tra 500 e 1500 mg/l), bicarbonato-solfato-alcalina ed alcalino-terrosa, da sempre considerata una sorgente importante anche per gli straordinari risultati nel trattamento di piaghe torpide e a lenta risoluzione, ulcere da varici e alcune forme di dermatosi (Immagine 4). Per l’accertata azione stimolante nei processi riparativi a livello cutaneo e mucoso, viene utilizzata per la creazione di linee cosmetiche altamente performanti.

la fonte delle Ninfe di Nitrodi sgorga direttamente dalla roccia.

terme di nitrodi

Le acque di tutte queste sorgenti, unitamente a quelle molto più abbondanti dei numerosi pozzi trivellati in tutti i comuni isolani, prevalentemente in prossimità della costa o a mezza costa, stanno a dimostrare come il sottosuolo dell’isola d’Ischia presenti delle peculiarità che rendono possibile, per l’assenza di veri sbarramenti impermeabili, l’infiltrazione nel proprio sottosuolo di una quantità enorme di acqua, sia di origine meteorica che marina, che va a formare dei vasti bacini di raccolta. Naturalmente la conformazione e la composizione del sottosuolo, così come la temperatura del magma vulcanico non uniforme nelle varie zone, fanno sì che queste acque vengano a contatto con una varietà di materiali di diverso grado termico per cui subiscono una mineralizzazione ed una termalizzazione differente a seconda della zona, rendendole uniche con una propria individualità chimica e terapeutica.

 

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